Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/05/03 Data: sabato 3 maggio 2003 7.31 PRIMO MAGGIO, HA VINTO IL ROCK Settecentomila spettatori in piazza San Giovanni: nessun incidente, ma polemiche contro il governo di Valerio Cappelli Il momento più emozionante è stato con Francesco De Gregori. Chi dice 500 mila, chi 700 mila. E' difficile calcolare quanti ragazzi erano a San Giovanni per il concerto dei sindacati. E' difficile perché il flusso delle persone che vanno e vengono è continuo. Ma certo De Gregori non aveva mai visto una platea così grande. «Che meraviglia», ha detto fra sé salendo sul palco. Era la prima volta che cantava al Primo Maggio. E' stato preceduto da Paola Cortellesi, la conduttrice con Claudio Amendola, che ha canticchiato Alice . De Gregori ha avuto l'effetto di un'impennata di classe, dopo alcuni (non tutti indimenticabili) nomi della nuova scena musicale italiana. De Gregori con i suoi 50 anni e oltre è apparso il più moderno per il modo in cui ha reinventato Niente da capire , Sangue su sangue e Viva l'Italia . Ha avvolto le sue tre canzoni, ognuna col suo timbro e il suo carattere, ora trasognato ora solenne, con graffi e energie inedite; le ha rovesciate come un guanto, né più né meno come fa Bob Dylan, punteggiandole di pause nuove, nuove seduzioni. E Viva l'Italia, l'appello a un Paese che non abbassa la guardia, che resiste e se ne sta con gli occhi aperti, aveva uno stato morale, una valenza politica molto più netta dei comizietti espliciti. Un'occasione persa in serata, quando Giovanna Marini ha cantato praticamente da sola, con il fuggevole aiuto di De Gregori, Bella ciao nella versione delle mondine: il testo qui cambia rispetto all'inno dei partigiani. La piazza era pronta a esplodere, ma è stata trattenuta dall'interpretazione lenta, troppo lirica per i ragazzi di San Giovanni. Anche l'unico straniero presente, Nick Cave, per quanto intenso, è riuscito a scuotere poco la piazza. In quattordici anni il concerto non ha mai registrato incidenti. Ma quest'anno era diverso, la guerra in Iraq, l'antiamericanismo della sinistra più estrema lasciavano presagi non a lieto fine. Invece mai come quest'anno il comportamento della piazza è stato festoso e civile. L'unica tensione si è avuta durante la distribuzione gratuita di 500 mila ghiaccioli. Era la stessa scena dall'Iraq che si è vista nei telegiornali: la gente che si scazzottava per afferrare il pacco con gli alimenti. Ma a Bagdad e a Bassora era la fame a scatenare la rabbia; a Roma era l'irruenza giovanile. Quando i ragazzi riuscivano a strappare la confezione con dieci ghiaccioli, non sapevano che farsene e li davano in giro: tu che gusto vuoi? E' stata disattesa la disposizione del prefetto che vietava la vendita di alcolici. Non solo decine di immigrati vendevano sui carrelli del supermercato (negli anni scorsi adoperavano il secchio col ghiaccio dentro) le birre, la piccola a due euro la media a 4 euro. Ma le birre e altri alcolici si trovavano anche nei bar limitrofi. Il colpo d'occhio presentava scorci inediti. Se c'erano immancabili come sempre l'immagine barbuta del Che, i colori di Cuba (nonostante la nuova repressione di Castro) e messaggi d'amore, mai come quest'anno si pensava sventolassero le bandiere della pace, che invece erano rare; molte meno di quelle con l'immagine di gruppi storici rock del passato come i Sex Pistols e soprattutto gli Who. Lungo la transenna che delimitava l'area degli artisti c'era una montagna gigantesca di bottigliette d'acqua minerale che sono rimaste lì, mentre Amendola dal palco chiedeva di darle alle prime file surriscaldate. Per terra un tappeto di fave sgusciate e di volantini con le date del tour di Claudio Baglioni: sul retro c'era scritto «Ci sono anch'io». Il cordone era protetto da poliziotti molto più in vista degli anni scorsi, rimasti inoperosi, coi cestini dei viveri come avviene sui set cinematografici. Tutte quelle divise circondavano in maniera involontaria, creando una nota dissonante, come una battuta surreale, un omino inerte in carrozzella che affidava la sua protesta a uno striscione su cui c'era scritto: «Si può vivere con 430 mila lire al mese? Pensione invalidi civili». Fonte: "Corriere della Sera" .............. LA GRANDE FOLLA DEL CONCERTONE DI PIAZZA SAN GIOVANNI... La grande folla del concertone di Piazza San Giovanni, confermatosi per partecipazione di pubblico come il più grande evento musicale d'Europa, ha tenuto idealmente a battesimo la nuova stagione dei concerti all'aperto. Il popolo della musica sembra aver fatto della giornata romana dedicata alla Festa dei Lavoratori una sorta di prima uscita d'allenamento in vista dei futuri appuntamenti. Quest'anno, poi, si comincia presto. Due sono le maratone che ci attendono già nella prossima settimana, diverse per genere e contenuti, ma sufficienti a dare il senso di quella che si annuncia come una delle stagioni musicali più intense della storia più recente del nostro paese. Il primo appuntamento è fissato per giovedì 8 con l'inizio delle serate finali del Premio Recanati. Quattordici anni dopo la sua nascita il più significativo appuntamento italiano per le nuove tendenze della canzone popolare e d'autore regala agli appassionati tre giorni di musica, suoni e poesia. Lo fa anticipando di qualche settimana il suo periodo abituale (fine maggio) forse per evitare sovrapposizioni e pericolosi affollamenti. Scrivevamo l'anno scorso che la mescola tra musica e letteratura che caratterizza il Premio Recanati ha superato da tempo il flirt occasionale, per diventare un profondo e consolidato rapporto. Come al solito sono otto i finalisti, selezionati dopo un lungo tour de force che ha coinvolto radio, giornali e Internet, oltre a una giuria di specialisti composta da Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Carmen Consoli, Cristina Donà, Max Gazzè, Jolanda Insana, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gianna Nannini, Max Gazzè, Gino Paoli, Piero Pelù, Fernanda Pivano, Vasco Rossi e i Subsonica. I loro nomi, già popolari tra gli ascoltatori di Radio Uno Rai e i frequentatori dei territori musicali, sono quelli di Elora, Nitti & Agnello, Stefano Testa, Acustimantico, Povia, Maria Laura Tessarin, Quarta Parete e Claudia Fofi. Come sempre, però, la gara sarà quasi un pretesto per vedere e ascoltare ospiti illustri impegnati in una sorta di cammino magico tra poesia e musica che quest'anno non dimentica la guerra. Si inizierà giovedì con un omaggio tra musica e parole alla poetessa Amelia Rosselli, quasi a imprimere una sorta di segno distintivo su una rassegna perennemente in bilico tra ricerca e tradizione e aperta alla contaminazione di codici espressivi diversi. Tra i primi esempi c'è la surreale coppia composta da Miranda Martino e Vinicio Capossela, protagonista di "Mon nom: Gorges Simenon", un ricordo tra parole e musica del grande scrittore francese papà di Maigret. Interessante è anche l'idea di mescolare Avion Travel e Negrita con il maestro Dino Siani per esplorare il legame tra canzone e cinema. A portare il tema della guerra nella manifestazione ci penseranno due testimoni come Ennio Remondino e Mimmo Candito che daranno vita, insieme ad Anna Oxa, a "Parole e Canzoni dal fronte", una sorta di viaggio tra vecchie melodie e tragici diari di guerra. Non mancherà neppure il vento leggero dei linguaggi musicali d'oltreoceano, vista la presenza di Solomon Burke con le sue note rhythm and blues, e di "Tangheros y palabras", un incontro tra poesia e tango con le armonizzazioni di Michele Ascolese e di Natalio Luis Mangalavite. Come sempre accade a Recanati, ciascuno regala al pubblico qualcosa di più di un semplice concerto. Così Angelo Branduardi in compagnia del pittore Silvio Monti insegnerà a "vedere la musica", mentre Claudio e Niccolò Fabi, padre e figlio insieme sul palco racconteranno "Frammenti di un dialogo tra generazioni", Eugenio Finardi duetterà con Oliviero Malaspina e Patrizia Laquidara proporrà canti di lavoro veneti con il commento autorevole del professor Emilio Franzina dell'Università di Verona. Se Recanati inizia Bologna continua. Nel pomeriggio di sabato 10, infatti, il capoluogo emiliano ospiterà un evento diverso per suoni e per caratterizzazione. Si tratta del Rock Sound Tuborg Festival, un appuntamento nuovo di zecca che porta sul palco, a partire dal primo pomeriggio, sette gruppi italiani e tre "forestieri" (perché in musica nessuno è straniero) offerti a un prezzo d'ingresso decisamente basso (5 euro). A scorrere la lista si ha l'impressione che il cast sia stato scelto con un occhio di riguardo per la capacità degli artisti di "rendere" nelle esibizioni dal vivo. I gruppi e gli artisti nazionali che saliranno sul palco, infatti, hanno i nomi di Lara Martelli, Julie's Haircut, One Dimensional Man, Extrema, Shandon, Persiana Jones e Linea 77. Le tre presenze internazionali si chiamano, invece, Alkaline Trio, Artsonic e gli olandesi The Apers. I primi sono statunitensi alfieri dell'hardcore melodico, francesi e nu metal i secondi e olandesi dal fresco pop punk i terzi. Il primo maggio è alle spalle ma, come si vede, la stagione è appena all'inizio. Fonte: "Liberazione" .............. *** Visitate: http://www.brever.net/rassegnastampa Rassegna Stampa sul web in formato .txt --------------------------------------------------------------------------------------- STUDIATE CON EASY, la divisione a basso costo di CEPU! Con una modalità di frequenza comoda e pratica, Easy si propone di avvicinare tutti gli studenti a una struttura collaudata come Cepu, per offrire loro un aiuto concreto ed efficace per le diverse esigenze formative. Con un metodo di studio personalizzato e flessibile sarà più facile prepararsi per: recuperare gli anni scolastici e conseguire il diploma (euro 180/mese), preparare gli esami universitari per arrivare alla laurea (euro 280/mese) e imparare in poco tempo l'inglese (euro 90/mese) e l'informatica (euro 90/mese). 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